Sportello Bullismo

Bullismo e Cyberbullismo Bullismo-e-cyberbullis.pdf
Cosa fare e come comunicare.... Cosa-fare-e-come-comunicare-sul-fenomeno-Bullismo.pdf
Attività contro il Bullismo Attivit-contro-il-Bullismo.pdf
Progetto di Prevenzione Arancin_USR-4-Ottobre--2017.pdf
Navigazione sicura..... Navigazione-sicura-regole-per-i-genitori.pdf
Incontro in-formazione sul Bullismo 05.03.2018 CIRC.-118-CAPPUZZELLO-BULLISMO.pdf

 

Seconda edizione di #MAIPIUBULLISMO, programma televisivo realizzato dalla Rai in collaborazione con il MIUR

 

nota_informativa_mai_pi_bullismo.pdf


 

 

Un’esperienza di peer tutoring

 

Prof.ssa Giuseppina Palumbo

 

   Nato come compito di realtà da realizzare nell’ambito delle iniziative per l’Accoglienza a inizio anno scolastico 2016/17 alla Scuola Virgilio Marone e destinato agli alunni della classe seconda e della classe prima in entrata del corso N, il peer tutoring  si è rivelato un formidabile dispositivo educativo di integrazione e di inclusione.               

L’espressione peer tutoring rimanda in generale ad una modalità di apprendimento basata sulla cooperazione tra pari. La sperimentazione di tale modalità di apprendimento con particolare riguardo allo sviluppo alle competenze sociali, tuttavia, ha messo in luce tali valenze educative sia sul piano affettivo che su quello relazionale, da spingere gli insegnanti coinvolti ad ampliarne l’azione e l’efficacia tanto che essa  fa parte attualmente del curricolo formativo delle tre classi dell’intero corso.                                 

La cooperazione tra alunni attraverso la forma del peer tutoring, infatti,  ha attivato processi riguardo: 

  • alla socializzazione attraverso lo scambio di esperienze e informazioni                                                            
  •  al confronto di opinioni dovuto al dialogo costante tra pari e quindi                                                                      
  • al riconoscimento e all’accettazione della diversità,                                                                                               
  • ai modelli di problem solvingche elaborati tra coetanei sono risultati più semplici e più vicini a chi deve apprenderli,                                                                                                                                                           
  • all’assunzione di responsabilità e autodisciplina dovuta al fatto di sentirsi responsabilizzati,                           
  • allo sviluppo della cultura dell’aiuto reciproco che ha favorito la solidarietà e la sensibilità verso l’altro,            
  • all’ incremento dell’autostima dovuto alla nascita di relazioni di amicizia,                                                        
  • allo sviluppo di atteggiamenti positivi nei confronti delle attività di studio e del mondo della scuola in generale poiché esperienza condivisa tra coetanei,                                                                                                  
  • alla prevenzione di fenomeni di bullismo poiché gli alunni si sono sentiti parte di una rete di relazioni di amicizia, di una comunità, di un gruppo di riferimento che ha come mission esplicita l’aiuto reciproco.

 

     Tutto ciò è stato osservato nel corso dei vari incontri che sono stati organizzati lo scorso anno tra gli alunni della classe seconda e della classe prima, nonchè nell’anno scolastico in corso tra la seconda,  la prima in entrata e la classe terza, del corso N.

 

Nella prima sessione di peer tutoring, quando l’attività era stata pensata come compito di realtà per l’accoglienza della classe prima del corso, le prof.sse Palumbo Giuseppina, Ragonese Nicoletta e Spitaleri Maricetta, rispettivamente docenti di Lettere e insegnante di Sostegno del corso N, hanno inizialmente preparato gli incontri esplicitando alle classi, in separata sede, gli obiettivi e le caratteristiche di questo tipo di attività,  il ruolo del tutor e relative responsabilità, ruolo del tutee – non solo destinatario del tutoring- ma anche parte attiva nella ridefinizione delle attività,  infine hanno spiegato i vantaggi di questo tipo di attività per il tutor, per il tutee e per entrambi i gruppi - classe.    

 

La classe seconda, divisa in sottogruppi, ha progettato le attività da svolgere durante i primi incontri per facilitare l’inserimento degli alunni di prima e quindi diventare i loro “compagni di viaggio”. Ciascun sottogruppo ha individuato le attività che ogni tutor avrebbe dovuto svolgere insieme al tutee della classe prima durante il primo incontro,  scegliendo da una lista di possibilità (costruire un segnalibro con un messaggio di saluto e/o incoraggiamento, fare un’intervista strutturata per conoscersi meglio, conversazione libera, diario condiviso su impressioni ed emozioni da aggiornare periodicamente….). Contestualmente  è stato stabilito anche il luogo e la durata del primo incontro. Gli alunni della classe seconda hanno voluto incontrare gli alunni della classe prima in un luogo aperto…. e ciò è avvenuto nel giardino della scuola. L’insegnante della classe seconda ha presentato i “compagni di viaggio” e il ruolo che essi intendevano svolgere a vantaggio dell’inserimento degli alunni della prima. In collaborazione con il coordinatore della classe prima e dell’insegnante di sostegno, sono state individuate con cura le coppie tutor-tutee in modo tale da equilibrare la coppia e quindi, in modo molto spontaneo e naturale, gli alunni hanno avviato il momento della conoscenza e della socializzazione. Ogni tutor ha donato un segnalibro costruito appositamente per l’occasione e poi ha intervistato il tutee sulla base di un testo strutturato.

 

 Al secondo incontro, le coppie tutor-tutee si sono ritrovate e il tutor ha conversato con il tutee per registrare su una scheda apposita, eventuali difficoltà di inserimento, di tipo relazionale e/o cognitivo del tutee durante il primo periodo, ma anche aree di interesse comuni come la lettura di particolari generi narrativi, l’informatica, lo sport… Le insegnanti si sono limitate a risolvere difficoltà organizzative riguardanti l’assetto dell’incontro. Successivamente, nella classe seconda, I tutor sono invitati dall’insegnante a riunirsi nuovamente in sottogruppi e, sulla base delle indicazioni registrate nel precedente incontro, hanno individuato dei consigli utili riguardanti il metodo di studio,  le modalità più efficaci per raggiungere il successo scolastico e l’importanza del confronto diretto e non virtuale nelle relazioni interpersonali, in modo tale che questi consigli potessero costituire il bagaglio necessario per il “viaggio” dei tutee.

 

Durante il terzo incontro delle coppie tutor-tutee, ogni tutor ha consegnato al proprio tutee “la valigia” con i consigli utili, contestualizzando i suggerimenti nelle varie situazioni di studio anche sulla base della propria esperienza. Sul diario condiviso sono state registrate le opinioni del tutee. Questa prima sessione di peer tutoring si è conclusa con un incontro prima delle feste natalizie, con lo scambio di un libro scelto da tutor e tutee ed un momento conviviale tra le due classi, per lo scambio degli auguri.

 

A inizio di quest’anno, la classe seconda che l’anno scorso era stata destinataria dell’attività di peer tutoring, si è attivata per organizzare gli incontri con la classe prima. Le insegnanti, ancora una volta, hanno illustrato caratteristiche, modalità e finalità dell’attività ed hanno individuato le coppie tutor-tutee. Sono stati avviati i primi incontri in cui gli alunni della classe seconda hanno proposto momenti conoscitivi e momenti ludici comuni. Anche la classe terza ha voluto inserirsi nell’attività, facendo conoscenza con la classe prima, in occasione di un incontro informale e allestendo successivamente, una performance teatrale liberamente ispirata a “Gli Sporcelli” di Roald Dahl  che è stata messa in scena in auditorium, prima delle vacanze di Natale per le classi prima e seconda. Vale la pena sottolineare che gli alunni della classe terza che già avevano sperimentato l’esclusività della relazione tutor-tutee ed essendo a conoscenza che la stessa modalità era stata attivata tra alunni di prima e seconda, hanno espressamente voluto dedicare ai “compagni di viaggio” del corso, una performance nata da una scoperta di tipo culturale da condividere insieme nel grande gruppo e anche le prossime attività a cui stanno già lavorando, riguarderanno un cineforum e una gara di lettura a premi.

 

 Altri incontri seguiranno su richiesta degli alunni delle tre classi e saranno progettati e organizzati dagli stessi, con la regia delle insegnanti che orienteranno le potenziali risorse di apprendimento dei singoli alunni verso gli obiettivi educativi da raggiungere.

 

Siamo in pieno work in progress e pertanto la valutazione dell’attività è anch’essa inevitabilmente parziale, tuttavia aver attivato la risorsa “compagni di viaggio” /compagni di scuola, ovvero reti informali di amicizia, aiuto, sostegno reciproco,  gruppi cooperativi e coppie di tutoring, ha indubbiamente contribuito a creare una comunità di relazioni, reale e non virtuale, all’interno della quale ogni alunno vive con un senso di appartenenza e può contribuire al benessere degli altri mettendo in campo le proprie potenzialità, sviluppando comportamenti sociali aperti e responsabili, preventivi nei confronti dell’insorgenza di problemi come l’emarginazione, il bullismo e la demotivazione per quell’opportunità unica e irripetibile che è la scuola.

N.B. All’interno dei gruppi classe del corso N coinvolti nell’attività di peer tutoring, non si sono registrati episodi di bullismo e le inevitabili forme di conflittualità interne sono state ridefinite all’interno dei gruppi grazie al confronto e al dialogo costanti. 


 

Foto dell'attività " Compagni di viaggio"==> https://www.flickr.com/photos/148989789@N03/albums/72157664708132588

 


 

PROGETTO BIAS e Questionario sulla percezione del bullismo a scuola

 

Questionario-BIAS.pdf